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Bloccare il sistema di trasporto cellulare rallenta i tumori nei topi

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Illustrazione generata per «Bloccare il sistema di trasporto cellulare rallenta i tumori nei topi»
Illustrazione generata dall’IA — veduta d’artista, non documentaria

Il bersaglio è il reparto di imballaggio della cellula. Nel laboratorio di Xiaochao Tan, alla McGovern Medical School dell'UTHealth Houston, i ricercatori hanno studiato l'apparato del Golgi, la struttura che modifica, smista e impacchetta le proteine prima che la cellula le invii ad altre parti del suo interno o all'esterno. Le cellule del cancro al polmone, hanno scoperto i ricercatori, usano questo meccanismo per espellere le sostanze che mantengono in crescita i tumori.

Il punto di partenza è un frammento di DNA chiamato cromosoma 3q. Il lavoro precedente di Tan aveva mostrato che le cellule del cancro al polmone ne portano copie extra e che codifica diverse proteine associate al Golgi. Il nuovo studio restringe la ricerca a una sola regione di quel cromosoma, quella che contiene il gene dell'enzima fosfolipasi D1, o PLD1. Le cellule del cancro al polmone producono livelli insolitamente alti di PLD1 e, attraverso il Golgi, inviano all'esterno sostanze che favoriscono il cancro. I tumori crescono e sopravvivono grazie a questo flusso.

Il team ha quindi verificato se questa dipendenza potesse essere sfruttata. Nei modelli murini, un farmaco somministrato direttamente alle cellule tumorali ne ha ridotto la dipendenza da PLD1. Il farmaco ha rallentato in modo significativo la crescita dei tumori nei topi, e i ricercatori non hanno segnalato altri effetti negativi sulla salute. Il team descrive questo aspetto come un punto debole di un cancro per cui oggi le opzioni sono poche, e lo studio è pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Per i pazienti, il risultato rappresenta una possibile nuova linea d'attacco, non una terapia. Gli esperimenti sono stati condotti sui topi e lo studio non dice quando né se l'approccio sarà testato sulle persone. Tan indica anche una portata più ampia: copie extra del cromosoma 3q sono comuni nel cancro della testa e del collo e nel cancro dell'esofago, quindi i pazienti affetti da queste malattie «potrebbero trarne beneficio» se l'approccio dovesse rivelarsi valido. Si tratta di un'ipotesi basata sull'alterazione cromosomica comune, che non è stata verificata in quei tumori.

Ciò che cambia, per ora, è la mappa. Se il sistema di secrezione del Golgi sarà confermato come punto debole di più tipi di cancro, i ricercatori otterranno un bersaglio comune invece di un problema separato per ciascun tipo di tumore. I prossimi passi indicati dallo studio sono la sperimentazione su altri modelli e, in seguito, le sperimentazioni cliniche, anche se non è stata annunciata alcuna data.

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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