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Farmaco antitumorale riduce il serbatoio SIV nei macachi

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A 14 giorni dall’infezione, i macachi rhesus hanno ricevuto la sola terapia antiretrovirale (ART) oppure lo stesso trattamento combinato con venetoclax, un farmaco antitumorale approvato per l’uso clinico. Nello studio della Emory University, la combinazione ha ridotto più rapidamente le cellule T CD4+ infette dal virus dell’immunodeficienza delle scimmie (SIV) rispetto alla sola ART e ha mantenuto più bassi i livelli di cellule infette per mesi dopo la sospensione di venetoclax.

Il farmaco è diretto contro Bcl-2, una proteina che regola la sopravvivenza o la morte delle cellule e promuove la sopravvivenza delle cellule tumorali. Il team di Emory afferma che Bcl-2 contribuisce anche a mantenere i serbatoi di HIV. Bloccandola all’inizio della ART, i ricercatori hanno verificato se fosse possibile eliminare le cellule infette prima che entrassero a far parte del serbatoio di lunga durata, che persiste nonostante il trattamento.

Mirko Paiardini, autore senior e responsabile della Divisione di microbiologia e immunologia del Centro nazionale di ricerca biomedica di Emory, ha guidato il lavoro insieme al primo autore Tomas Raul Wiche Salinas. I ricercatori descrivono il risultato come una prova di concetto in un modello di primate non umano. Hanno somministrato venetoclax per appena 10 giorni, continuando la ART, e hanno osservato che il livello più basso di cellule infette è durato per mesi dopo la sospensione del farmaco.

Il limite del risultato è chiaro. Non si è trattato di una cura nelle persone, e il team sta ancora valutando se un trattamento più lungo con venetoclax avrebbe un effetto maggiore e quali meccanismi cellulari permettano alle cellule infette di sopravvivere nonostante l’inibizione di Bcl-2. Paiardini afferma che i macachi sono stati fondamentali perché ospitano cellule infette latenti che persistono durante la ART a lungo termine e rappresentano le risposte immunitarie umane nel lavoro preclinico.

Per le persone con HIV, la conseguenza a breve termine è la sperimentazione clinica, non una cura appena dimostrata: sono in corso due studi clinici per testare venetoclax negli esseri umani. Il contributo pratico dello studio è più circoscritto e concreto: un farmaco antitumorale già approvato per l’uso clinico ha ridotto il serbatoio virale nei macachi se associato alla ART, offrendo ai ricercatori un trattamento da testare invece di un meccanismo da cercare partendo da zero.

10 giorniDurata del trattamento con venetoclax nello studio di prova di concetto sui macachi

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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