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Il nanocorpo E8 frena i tumori addominali in laboratorio e sui topi

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Illustrazione generata per «Il nanocorpo E8 frena i tumori addominali in laboratorio e sui topi»
Illustrazione generata dall’IA — veduta d’artista, non documentaria

I pazienti con metastasi peritoneali sviluppano spesso ascite, un liquido che si diffonde nel corpo e trasporta proteine che favoriscono il cancro. Per questa malattia, la cui sopravvivenza mediana è inferiore ai nove mesi, la domanda era cosa contenesse esattamente quel liquido. Un team guidato dal National Cancer Center Singapore si è proposto di rispondere con uno dei più grandi insiemi di dati sull'ascite al mondo, a quanto si ritiene.

I ricercatori hanno usato la profilazione multiomica, analizzando proteine e vie biologiche su 397 campioni relativi a 21 tipi di tumore primario. Due proteine, PAI-1 e S100A10, sono emerse come motori chiave dello sviluppo tumorale nell'ambiente dell'ascite. Uno studio del 2022 dello stesso team del NCCS aveva già dimostrato che colpire l'ascite poteva inibire la crescita tumorale; il lavoro del 2026 è andato oltre, mappando le vie e le vulnerabilità terapeutiche all'interno del liquido.

Invece di costruire un anticorpo monoclonale convenzionale, il team ha scelto PAI-1 come bersaglio e ha sviluppato un nanocorpo, chiamato E8. I nanocorpi sono una classe più recente di farmaci, di dimensioni ridotte, con bassa immunogenicità e minore rischio di tossicità. In teoria, queste proprietà potrebbero renderli meglio tollerati di molte terapie esistenti, un aspetto importante per i pazienti già in fase avanzata. E8 è stato testato in tre contesti: esperimenti cellulari, topi e tessuto tumorale umano coltivato con l'ascite dei pazienti. In tutti e tre, ha frenato la crescita tumorale con tossicità minima. Questi risultati provengono dal laboratorio e da modelli animali e tissutali; l'articolo non riporta sperimentazioni sull'uomo.

Per i pazienti, il vantaggio concreto sarebbe un nuovo tipo di trattamento che agisce sul liquido che circonda il tumore, anziché direttamente sulle cellule tumorali. Il ricercatore responsabile, il professore associato Johnny Ong del Singapore General Hospital, ha dichiarato che il team ha ora «la possibilità di offrire una nuova classe di trattamenti per le metastasi peritoneali». Ha aggiunto che la via individuata «potenzialmente riguarda qualsiasi tumore che provochi ascite», citando i tumori ovarici, gastrointestinali, epatici, mammari e polmonari. Le fonti non indicano tempi per la sperimentazione clinica, quindi per ora E8 resta un candidato che dovrà ancora dimostrare il proprio valore sull'uomo. Il passaggio da seguire è capire se il suo effetto su PAI-1 regge anche al di fuori di questi modelli.

meno di nove mesiSopravvivenza mediana per le metastasi peritoneali, tumore avanzato del rivestimento addominale

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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