La mano robotica di PHYBOT supera i test, ma non è ancora in uso

Allo stand di PHYBOT a Guangzhou, una mano robotica giocava a sasso, carta, forbice con i visitatori, muovendo le articolazioni in sequenza per mostrare che le dita sapevano coordinarsi. La dimostrazione è stata la prima esibizione pubblica della serie PhyHand, un insieme di mani destrimane antropomorfe a trasmissione completamente diretta, presentata alla 140ª Fiera internazionale per l'importazione e l'esportazione della Cina, nota come Canton Fair, aperta a Guangzhou il 15 ottobre.
La PhyHand ha 23 gradi di libertà attivi, ovvero i movimenti indipendenti che le sue articolazioni possono compiere, e l'intera mano pesa 750 grammi. PHYBOT afferma che il suo progetto abbina la trasmissione diretta a doppi encoder, i sensori che rilevano la posizione di un'articolazione. Secondo l'azienda, questo evita che la mano perda passi durante il funzionamento ad alta frequenza, elimina il gioco nelle regolazioni fini e mantiene stabile la forza erogata. Altre mani concorrenti puntano su ambizioni simili: la NOVA21 di WanNa Robotics ha 21 gradi di libertà, e la Dex5-S di Unitree ne ha 22.
I limiti sono chiari quanto l'ambizione. PHYBOT afferma che la mano ha completato la validazione completa in laboratorio, cioè ha superato test in un ambiente controllato, ma non ha ancora mostrato una presa fine, che secondo l'azienda è ancora in fase di sviluppo. Restano da fare anche i test di integrazione su più piattaforme e la messa a punto in ambienti reali. L'azienda non ha diffuso dati sulla forza di presa, dettagli sui sensori, prezzi o una data di lancio, quindi le prestazioni della mano fuori dal laboratorio restano sconosciute.
Per ora, il cambiamento riguarda soprattutto i costruttori di robot. Una mano leggera e intercambiabile, che secondo il produttore si adatta a piattaforme robotiche diverse, potrebbe far loro risparmiare la progettazione di una presa da zero, ma questa promessa dipende dai test di integrazione che PHYBOT non ha ancora pubblicato. L'idea di PHYBOT è che i suoi robot debbano svolgere un lavoro reale invece di restare in esposizione, e l'azienda ammette che la mano non ha ancora raggiunto questa fase. Se e quando ci arriverà è una domanda cui la fiera non ha risposto.
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