Nei topi, l'età paterna altera i geni cerebrali embrionali per sesso

In uno studio sui topi, due gruppi di embrioni differiscono per un aspetto che conta: l'età del padre. Da un lato, embrioni concepiti da padri giovani, di 3 mesi. Dall'altro, embrioni concepiti da padri di 19 mesi. I ricercatori dell'Università di Tohoku hanno esaminato il cervello in sviluppo di entrambi i gruppi e hanno constatato che l'età paterna non agisce allo stesso modo su maschi e femmine.
Il team ha lavorato sul telencefalo, la parte del cervello embrionale che dà origine a strutture come la corteccia cerebrale. Le sue cellule si moltiplicano e si specializzano molto rapidamente, quindi una piccola differenza nello stadio di sviluppo può modificare i geni attivi. I ricercatori hanno quindi selezionato embrioni il cui stadio, valutato dalla morfologia degli arti, rientrava in una finestra di circa quattro ore. Hanno poi letto l'attività genetica di ciascun cervello con il sequenziamento dell'RNA e hanno analizzato separatamente maschi e femmine. Tra le femmine, gli embrioni di padri anziani hanno mostrato un profilo di espressione genica distinto e una tendenza a livelli di espressione più elevati.
Il legame con l'autismo è il cuore della questione. Come sottolinea la prima autrice Noriko Osumi dell'Università di Tohoku, il disturbo dello spettro autistico è molto più frequente negli uomini che nelle donne, e finora la ricerca sulle donne è stata carente. Studiare come i processi biologici differiscano tra i sessi permette quindi di individuare vie che uno studio condotto su un solo sesso rischierebbe di non cogliere. Gli autori sono però cauti: i loro risultati non possono dire se queste differenze legate al sesso aumentino direttamente il rischio di ASD.
Cosa cambia, e per chi? Per ora, soprattutto per i ricercatori. Il dataset trascrittomico completo, pubblicato su Scientific Data, è una risorsa condivisa che altri team possono usare per esaminare come l'invecchiamento paterno possa influenzare lo sviluppo cerebrale precoce di maschi e femmine. Il passo successivo, secondo il team, è verificare quali geni e insiemi di geni mostrano un'espressione alterata, in che modo possano collegarsi all'ASD e ad altre condizioni, e come questi cambiamenti possano essere legati alla salute, al comportamento e allo sviluppo dopo la nascita. Integrare i dati con altri dataset sull'ASD potrebbe aiutare a chiarire le vie molecolari che collegano età paterna, sviluppo cerebrale e differenze tra i sessi. Non è indicata alcuna tempistica per questi risultati. Si tratta di risultati sui topi, fermi alla fase delle misurazioni genetiche, e la loro rilevanza per l'uomo resta da stabilire.
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