Quattro aminoacidi regolano l’adesione dei neutrofili
Sulla parete di un vaso sanguigno, un neutrofilo deve prima rallentare, afferrare il vaso e poi spostarsi nel tessuto circostante. Uno studio dell’Università di Liverpool ha scoperto che l’aggiunta di quattro aminoacidi alla kindlin-3 può rafforzare questa presa, rendendo la proteina più efficace sulla membrana cellulare.
La kindlin-3 è prodotta dal gene FERMT3 e contribuisce ad attivare le integrine, le proteine di adesione che consentono ai neutrofili di aderire saldamente ai vasi sanguigni. I ricercatori hanno scoperto che lo splicing alternativo — un processo che permette a un singolo gene di produrre versioni leggermente diverse di una proteina — crea una forma più lunga della kindlin-3. In precedenza questa forma era considerata non funzionale, ma lo studio ha rilevato che migliora l’attivazione delle integrine e l’adesione dei neutrofili.
La proteina più lunga compariva più spesso durante la mielopoiesi da stress, la produzione e mobilitazione rapida delle cellule del sangue in risposta a un’infezione, un’infiammazione o al recupero dopo un trapianto di cellule staminali. Madeleine Vidal, studentessa di laurea magistrale integrata all’Università di Liverpool e prima autrice a pari merito, ha condotto importanti esperimenti biochimici. Il professor Benjamin Goult è stato coautore per la corrispondenza.
Il meccanismo potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere il recupero immunitario dopo un trapianto di cellule staminali, un trattamento potenzialmente salvavita per i tumori del sangue e altre gravi malattie ematologiche. Ogni anno nel Regno Unito vengono eseguiti circa 4.000 trapianti di cellule staminali. La scoperta aggiunge inoltre dettagli sul deficit di adesione leucocitaria di tipo III, o LAD-III, una rara patologia ereditaria in cui le cellule immunitarie non riescono ad aderire normalmente e i pazienti possono soffrire di infezioni ricorrenti.
In concreto, la scoperta modifica la spiegazione biologica del fenomeno più che l’assistenza ai pazienti oggi: identifica una forma specifica della proteina che i ricercatori possono esaminare durante il recupero immunitario e nei casi di LAD-III. Lo studio non propone alcun trattamento né indica una data per un’applicazione clinica, ma mostra come un’aggiunta molecolare piccola quanto quattro aminoacidi possa regolare il comportamento di una cellula immunitaria quando la domanda aumenta.
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