ReactOS ora installabile su unità NTFS, passo verso la beta

Per molto tempo, chi provava il sistema operativo open source ReactOS doveva dedicargli una partizione FAT32, un formato più vecchio, per installarlo. Non è più necessario: ReactOS può ora essere installato direttamente su una partizione di unità NTFS, il file system sviluppato da Microsoft per Windows.
NTFS ha radici profonde. Risale alla famiglia Windows NT, a partire da Windows NT 3.1 del 1993, e la variante introdotta con Windows XP nel 2001 è ancora oggi lo standard sulla maggior parte dei sistemi Windows. Per ReactOS, il cui obiettivo dichiarato è la compatibilità binaria con Windows Server 2003, essere bloccato su FAT32 era un muro pratico. Riprodurre un ambiente Windows significa girare sullo stesso formato che Windows utilizza.
Il nuovo driver non è un lavoro concluso. Secondo il progetto, non prevede ancora «la cache (che causa prestazioni inferiori), il journaling e il supporto alla sicurezza», quindi le installazioni saranno più lente e privi di protezioni che gli utenti Windows danno per scontate. Il team di ReactOS ha inoltre avvertito, nel suo annuncio su X, della presenza di «possibili bug non ancora individuati».
Quindi, chi ne trae vantaggio, e quando? Per ora, il vantaggio va a sviluppatori e tester, che possono mettere alla prova ReactOS sullo stesso tipo di partizione usata da Windows e trovare i bug che restano. Gli utenti comuni che vogliono lasciare Windows dovranno attendere. La tappa è, nelle parole stesse del progetto, un passo più vicino alla beta, e nell'annuncio non viene indicata alcuna data per la beta.
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