Shenzhen, al via la prova di 10.000 petaflops del Cloud Brain III

Sul palco della World Computing Network Conference, l'annuncio è stato breve: 10.000 petaflops di capacità di calcolo IA di produzione nazionale sono ora in fase di prova al Peng Cheng Cloud Brain III, la grande infrastruttura scientifica del Peng Cheng Laboratory a Shenzhen. Le macchine non sono ancora terminate. Il laboratorio descrive la fase come «costruire mentre si opera», con il resto della capacità ancora in fase di installazione.
La capacità già attiva non è inutilizzata. Secondo il laboratorio, sostiene l'addestramento di grandi modelli linguistici nazionali e una rete di ricerca dedicata all'IA per la scienza. Il sistema completo dovrebbe raggiungere i 16.000 petaflops, ovvero 16 EFLOPS, cifra riportata da IT Home, che lo descrive anche come la più grande struttura di calcolo IA singola in programma in Cina. Il comunicato del laboratorio afferma soltanto che il sistema utilizza un'«architettura pionieristica di supernodo di calcolo intelligente nazionale», progettata per ridurre i colli di bottiglia nel trasferimento dei dati, ovvero il modo in cui le macchine sono collegate tra loro per spostare rapidamente le informazioni. IT Home, citando fonti pubbliche, sostiene che il sistema si basi sull'architettura Huawei Ascend 384 SuperPoD; il laboratorio non indica invece alcun fornitore di chip.
L'ambizione va oltre un singolo edificio. Lu Yutong, direttore del Centro nazionale di supercalcolo di Shenzhen, ha dichiarato ai media locali che la struttura offre alla città una base per collegare le risorse di calcolo tra i suoi distretti e per rendere i servizi di calcolo ampiamente accessibili, e che i collegamenti ad alta velocità dovrebbero estendersi fino a Hong Kong e Macao. Il sito è progettato come nodo centrale della China Computing NET (C2NET), un programma pilota nazionale che Gao Wen, direttore del laboratorio, afferma essere attivo da quattro anni. Nel suo intervento d'apertura, Gao ha illustrato un percorso in tre tappe: mettere in comune le risorse di calcolo, pianificare le attività tra regioni diverse e, infine, rendere il calcolo disponibile su richiesta, «come l'elettricità». Il suo obiettivo a lungo termine, che ha chiamato ZPG, combina calcolo su scala zettaflop, velocità di comunicazione su scala petabit e fornitura di energia verde su scala gigawatt.
Cosa cambia, e quando? Per ricercatori e aziende che hanno bisogno di addestrare modelli IA su larga scala, il vantaggio immediato è l'accesso a una capacità già attiva, anche mentre il resto viene installato; le fonti non dicono come tale accesso sarà tariffato o assegnato. I 16.000 petaflops complessivi dipendono dal completamento dell'installazione, e le fonti non indicano alcuna data di completamento. L'orizzonte più lungo è definito in una tabella di marcia presentata alla conferenza e redatta insieme al Laboratorio di Huairou: dal 2026 al 2030 sono anni di pianificazione e costruzione della struttura, mentre dal 2031 al 2035 sono previsti il funzionamento coordinato e l'ottimizzazione complessiva dei sistemi di calcolo ed energia. Se la rete passerà dalla messa in comune delle risorse al calcolo su richiesta entro questi tempi è la scommessa che il laboratorio sta ora facendo in pubblico.
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