Vicino a Reims inaugurata la più grande batteria di Francia

Su un sito di tre ettari, vicino a Reims, 140 Megapack di Tesla costituiscono ormai la più grande batteria di accumulo di energia elettrica della Francia metropolitana. È stata appena inaugurata, con una potenza di 240 MW e una capacità di 480 MWh. Il cantiere è durato appena quindici mesi.
Il problema che questo impianto intende affrontare è semplice da enunciare e difficile da risolvere. Il solare produce soprattutto di giorno, mentre la domanda raggiunge spesso il picco in serata. La rete deve quindi assorbire una produzione che non coincide con il fabbisogno. La batteria funge da cuscinetto: cattura l'elettricità quando è abbondante, poi la restituisce quando la rete ne ha più bisogno. È proprio ciò che la nuova installazione deve consentire a RTE, il gestore della rete di trasmissione, di sfruttare meglio di prima.
Le dimensioni dell'opera contano, ma conta anche la flessibilità. Questa batteria può essere attivata in qualsiasi momento da RTE, sia per bilanciare costantemente consumo e produzione, sia per contribuire alla regolazione di tensione e frequenza, che mantengono la corrente entro i limiti previsti. Prima di questa, la più grande installazione del genere era quella di Nantes, con 200 MWh, entrata in servizio con Harmony Energy nell'agosto 2025. Il divario è netto, ma si misura soprattutto in ore di funzionamento: al 23 settembre, la batteria aveva effettuato 145 cicli di carica e scarica in 125 giorni, e reimmesso oltre 70 GWh di elettricità. Questi dati sono quelli del gestore, pubblicati in occasione dell'inaugurazione; non sono ancora stati confrontati con una misurazione indipendente, e serviranno alcuni mesi di dati supplementari per giudicarne la regolarità.
Per RTE, l'interesse risiede meno nella potenza dichiarata che nella disponibilità: un impianto che si può richiamare in ogni istante, di sera come nel cuore della notte, diventa uno strumento di regolazione della rete alla pari di una centrale. Per i partner, TagEnergy e la Banque des Territoires, l'opera è un punto di partenza. Hanno firmato un accordo triennale per finanziare diverse altre installazioni di accumulo in Francia, senza che al momento siano precisati né il numero né il calendario di questi progetti. La prossima tappa si giudicherà quindi sui cantieri ancora da realizzare e sulla capacità di questo modello di replicarsi altrove sul territorio.
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