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Fondi di caffè diventano un dimostratore architettonico in 3D

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Illustrazione generata per «Fondi di caffè diventano un dimostratore architettonico in 3D»
Illustrazione generata dall’IA — veduta d’artista, non documentaria

A Melbourne il caffè fa parte della vita quotidiana, e i fondi esausti vengono di solito gettati via. Un team della RMIT University ha deciso di considerarli un materiale. I ricercatori li hanno trasformati in un filamento biodegradabile per la stampa 3D, poi in un dimostratore architettonico a grandezza reale, presentato al pubblico alla Melbourne Design Week, dove il progetto e il profumo hanno ricevuto un riscontro positivo.

La stampa 3D, ha spiegato Jia, si basa di solito su plastiche ricavate dall'amido di mais o da altri materiali meno ecologici. Il team ha cercato una base in grado di degradarsi. Il caffè, ha detto, è un biomateriale ricco e un buon fertilizzante, e questo l'ha portata a pensare che potesse rendere il nuovo materiale biodegradabile. Un filamento è il filo che la stampante fa passare attraverso l'ugello e deposita strato dopo strato, quindi la versione a base di caffè diventa il materiale con cui viene costruita l'intera struttura.

Il lavoro coinvolge due gruppi. Il gruppo di Jia, presso il Centre for Atomaterials and Nanomanufacturing, lavora su piccola scala, sul materiale in sé. Il team di Bao, presso la Scuola di Architettura e Urbanistica, lavora su scala più ampia. Jia ha affermato che i fondi hanno aumentato la resistenza del materiale. Kang Liu, membro del team, esprime in modo chiaro la posta in gioco architettonica: «Questo progetto aiuta a dimostrare che la complessità può essere collegata alla funzione e alle prestazioni del materiale».

Per gli architetti, i fondi aggiungono, secondo le parole di Liu, un altro livello con cui lavorare: assorbimento acustico, isolamento, profumo e aspetto, che, a suo dire, il materiale può garantire. Per i partner che il team intende coinvolgere, dai bar ai gestori dei rifiuti, dai fornitori di materiali ai produttori e ai partner dell'edilizia, il progetto offre un modo per riutilizzare un flusso di rifiuti locale. Per gli studenti, il progetto è già in aula, grazie alle attività di divulgazione nelle scuole superiori nell'ambito del programma Australian Nano Manufacturing Future Challenges. Non è indicato alcun tempo per l'impiego negli edifici, né viene menzionato un prezzo.

La distanza tra un dimostratore e un edificio è grande, e il resoconto non la misura: non viene fornito alcun valore per l'aumento di resistenza. Il progetto ha comunque attirato l'attenzione dell'industria. Modscape + Modbotics lo ha segnalato per il suo potenziale nella prefabbricazione, nella produzione avanzata e nell'economia circolare, e la rivista Architectural Intelligence lo ha selezionato per la copertina.

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Phys.org — TechnologyEN
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