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L'età limita la rigenerazione dei neuroni nella retina dei topi

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All'interno della retina di un topo anziano, le cellule che sostengono e nutrono i neuroni faticano a cambiare identità. Il laboratorio di Levi Todd alla Upstate Medical University ha scoperto che le glia retiniche possono ancora essere riprogrammate in neuroni nei tessuti anziani, ma il processo è molto meno efficiente rispetto agli animali giovani. Lo studio è stato pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences.

L'idea si basa su un naturale meccanismo di riparazione. In animali tra cui zebrafish e rane, le cellule gliali possono rilevare la perdita di neuroni, tornare a uno stato simile a quello delle cellule staminali e generarne di sostitutivi. Le ricerche dell'ultimo decennio hanno dimostrato che i ricercatori potevano attivare un processo analogo nelle retine di topi giovani. Il settore si è ampliato dopo una scoperta del 2017 secondo cui dalle glia potevano essere generati nuovi neuroni retinici, ma gli studi sono rimasti in gran parte concentrati sugli animali giovani.

L'invecchiamento sembra chiudere quella porta in due modi. I neuroni e le glia presenti dalla nascita possono diventare meno flessibili nel tempo, a differenza delle cellule della pelle o del fegato, che si rinnovano continuamente. Allo stesso tempo, l'infiammazione aumenta con l'età. Anche la barriera emato-encefalica — che normalmente tiene lontano il sistema immunitario dai tessuti nervosi — si indebolisce, esponendo il cervello e la retina a un ambiente che rende più difficile la rigenerazione.

Il team di Todd ha trovato un modo parziale per superare il blocco: gli steroidi antinfiammatori hanno ripristinato in parte la risposta rigenerativa della retina nei tessuti anziani. Il risultato indica una strategia più precisa, ma non rappresenta ancora un trattamento definitivo. Ora il laboratorio intende identificare le molecole e i percorsi coinvolti e verificare se gli anticorpi monoclonali possano colpirli senza gli effetti collaterali negativi che possono accompagnare una soppressione immunitaria ad ampio spettro.

Poiché il risultato proviene da retine di topo, non dimostra ancora che le persone possano far ricrescere i neuroni perduti.

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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