Solare a 84,44 TWh, idroelettrico ai minimi da 7 estati in 10 sistemi
Alle 13:00, la produzione idroelettrica da bacino in Austria, Germania, Spagna, Portogallo, Francia e Italia è stata in media di 247 MW quest’estate, in calo dai 1.050 MW del 2020. Alle 21:00, era quasi invariata: 1.483 MW nel 2026 contro 1.500 MW nel 2020. La riduzione diurna è il segnale più chiaro del diverso funzionamento del sistema europeo di acqua e sole, con la produzione solare arrivata a 84,44 TWh mentre quella idroelettrica è scesa a 31,65 TWh tra il 1° giugno e il 15 agosto.
La carenza d’acqua era reale, ma disomogenea. Le riserve dei bacini nei dieci sistemi ammontavano a 88.499 GWh nella settimana 31, il 7,7% sotto la mediana del periodo 2015–2025 e il terzo valore più basso degli ultimi dodici anni. Lo stoccaggio francese ha chiuso il periodo 23,4% sotto la propria mediana, mentre il gruppo alpino era 12,7% sotto e quello del Danubio e dell’Europa sud-orientale 7,8% sotto. La penisola iberica si è mossa in direzione opposta: le riserve spagnole e portoghesi erano rispettivamente 96% e 137% sopra i livelli registrati nell’estate della siccità del 2022.
Il solare ha colmato il divario nei bilanci continentali, ma non necessariamente quello locale. Rispetto alla media del periodo 2020–2025, nel 2026 la produzione idroelettrica è stata 12,61 TWh inferiore, mentre quella solare è stata 34,74 TWh superiore. La produzione combinata di idroelettrico e solare ha raggiunto 116,09 TWh, il livello più alto del record di sette anni e il 47,0% in più rispetto all’estate siccitosa del 2022. L’aumento non è stato causato dal basso livello dei fiumi: la capacità solare era stata installata secondo un programma pluriennale, indipendentemente dall’idrologia di quest’estate.
Il cambiamento operativo è visibile nelle diverse ore del giorno. Nei sei sistemi, la quota di produzione idroelettrica da bacino erogata tra le 10:00 e le 16:00 è scesa dal 25,6% del 2020 al 10,1% del 2026, mentre la quota serale, tra le 18:00 e le 23:00, è salita dal 28,9% al 35,3%. L’acqua può quindi essere trattenuta nelle ore centrali della giornata, quando la produzione solare è elevata, e utilizzata maggiormente la sera, quando il contributo del solare è più basso. L’equilibrio continentale dipende comunque dalle interconnessioni e dal fatto che l’elettricità solare in eccesso si manifesti nel luogo e nel momento in cui si verifica il deficit.
Che cosa cambia, in pratica? Un’estate secca non corrisponde più in modo altrettanto diretto a un calo del totale combinato di idroelettrico e solare: in questo campione, il solare ha coperto quasi tre volte il deficit dell’idroelettrico. Il vantaggio è però un effetto di sistema, non una garanzia per ogni regione. Spagna e Germania hanno rappresentato il 54% dell’incremento del solare, mentre le maggiori perdite d’acqua si sono verificate altrove. Il guadagno immediato è la flessibilità — i bacini spostano la produzione verso la sera — a condizione che la rete riesca a trasferire l’elettricità attraverso il continente.
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