Zerodha apre agli indiani il trading di titoli USA, in beta

Un broker low cost ha aperto una porta che gli investitori indiani aspettavano da tempo. Zerodha ha attivato in beta il trading di azioni statunitensi su Kite, la sua app di trading. Un investitore con un conto bancario indiano collegato può ricaricare un portafoglio in dollari tramite netbanking e acquistare una frazione di azione con 1 dollaro. Il servizio offre accesso a fino a 2.000 società quotate negli Stati Uniti e a circa 1.000 ETF.
La tecnologia alla base è una catena di accordi. A giugno, l'International Financial Services Centres Authority (IFSCA), l'autorità di regolamentazione del polo finanziario indiano di GIFT City, nel Gujarat, ha autorizzato i broker a offrire titoli internazionali da quel polo. Il servizio di Zerodha passa per la piattaforma India INX Global Access della BSE a GIFT City, e le azioni USA sono detenute da un partner broker statunitense anziché in un conto demat indiano, il conto abitualmente usato in India per detenere titoli. I residenti indiani possono attivare il segmento all'interno del loro conto Kite esistente, senza aprirne un secondo.
La parte relativa ai pagamenti è altrettanto concreta. Le ricariche funzionano solo tramite netbanking presso le banche indiane supportate, poiché UPI, carte di debito e carte di credito non sono accettate. Zerodha applica 0,1% del valore dell'operazione come commissione di intermediazione, con un minimo di 0,01 dollari e un massimo di 10 dollari per ordine eseguito, più il 18% di GST sulla commissione. Si applica una commissione IFSCA sugli scambi dello 0,005%, e la conversione valutaria comporta un ricarico bancario negoziato di dallo 0,5% all'1,2% rispetto al tasso di riferimento della RBI. Non sono disponibili il trading intraday, il trading su margine né le IPO statunitensi.
E allora, concretamente, cosa cambia? Per un risparmiatore indiano, il cambiamento pratico è che un portafoglio costruito su azioni indiane può ora includere Nvidia, Apple o un ETF che replica i megatrend tecnologici, senza passare per una banca estera né per un conto separato. Per un piccolo investitore, il punto d'ingresso da 1 dollaro e le frazioni di azione fanno dipendere la somma investita dal budget più che dal prezzo dell'azione. I limiti sono reali: il servizio è in beta, le commissioni si applicano per operazione, il ricarico sul cambio può superare la commissione di intermediazione su un ordine di piccolo importo, e l'investitore si assume l'esposizione al dollaro. I concorrenti si muovono allo stesso ritmo. Groww è operativo da settembre con Alpaca Securities e offre più di 10.000 azioni e ETF statunitensi. Upstox è stato lanciato a settembre con più di 8.000 titoli. Angel One ha avviato un lancio limitato, con un'apertura più ampia prevista per metà novembre e commissioni di intermediazione zero fino a dicembre 2026; dopo, applicherà lo 0,1% per operazione con un minimo di 0,99 dollari.
Per ora il segmento è giovane, e i dati sono le condizioni pubblicate dai broker stessi. Nei prossimi mesi si vedrà se l'accesso in beta si allargherà senza intoppi e se la struttura delle commissioni reggerà una volta che la concorrenza per questi clienti si sarà assestata.
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