Atlas smista barre portatutto in fabbrica Hyundai, senza aiuto

Sul pavimento dello stabilimento automobilistico di Hyundai, un robot umanoide aiuta ora a smistare le barre portatutto per la linea di montaggio, e nessuno guida le sue mani. Atlas, realizzato da Boston Dynamics, è alto 175 cm e pesa 90 kg. Lavora tra oltre 1.000 robot e quasi 1.500 persone, che sollevano, stampano e saldano pezzi in uno stabilimento che The Robot Report definisce probabilmente il più avanzato al mondo. Atlas, scrive il rapporto, «ha lasciato il laboratorio e sta facendo un lavoro reale».
Per capire quanta strada sia stata fatta dall'inizio, basta guardare al 2021. Allora Atlas era un ingombrante robot alimentato da un sistema idraulico, cioè un meccanismo che muove gli arti con un fluido in pressione, e poteva solo correre e saltare. I suoi movimenti venivano scritti riga per riga dagli ingegneri. La versione attuale ha un corpo interamente elettrico e fa girare la propria IA su chip NVIDIA, la stessa famiglia di processori che ha alimentato la recente ondata di IA generativa. Il cambiamento riguarda meno l'hardware che il modo in cui il robot impara.
Il metodo è la teleoperazione: a prendere il controllo è una persona. Lo specialista di apprendimento automatico Kevin Bergerman, con un visore per realtà virtuale, ha guidato la mano e il braccio di Atlas in ogni compito, finché il robot non lo ha padroneggiato. Ogni esecuzione guidata produce dati, e questi dati addestrano l'IA a ripetere il compito in autonomia. Una tuta dotata di sensori può anche registrare i movimenti di una persona, che servono da esempi da imitare per il robot. Questi esempi vengono poi inseriti in una simulazione: oltre 4.000 Atlas digitali sono stati addestrati per sei ore, alle prese con pavimenti scivolosi, piegamenti e giunti rigidi. Una volta che un robot ha appreso un'abilità, precisa il rapporto, la stessa abilità può essere caricata su tutti gli altri.
I limiti sono chiari quanto i progressi. Atlas non sa ancora fare la maggior parte di ciò che una persona fa in una giornata: vestirsi o versare un caffè e portarlo in giro per casa gli sono preclusi. Sa gattonare e fare ruote, ma la sua camminata accovacciata è più debole. Il robot cane Spot, presentato quasi dieci anni fa, indica una strada più ristretta ma già funzionante: svolge controlli di qualità e ispezioni industriali in centinaia di stabilimenti in tutto il mondo. Per una fabbrica, il vantaggio a breve termine è la movimentazione ripetitiva, pesante o pericolosa che già avviene in uno stabilimento automatizzato. Se questo si estenderà a lavori di uso generale, e quando, il rapporto non lo dice. L'obiettivo che descrive è un robot a cui si possa dire cosa fare con linguaggio naturale e che comprenda come funziona il mondo fisico. È un obiettivo, non ancora un prodotto.
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