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Catetere legge la chimica della placca: primo test sull'uomo

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Foto illustrativa: Navy Medicine · Public domain · Wikimedia Commons

Una mattina d'agosto, nella sala di emodinamica dell'Università della California a Davis, il team di imaging ha completato l'ultima delle dieci scansioni del primo test di un nuovo dispositivo sull'uomo. Il gruppo del Centro nazionale per le tecnologie di biofotonica interventistica (NCIBT) lavorava da tempo per arrivare a questo punto, e il dispositivo è opera degli ingegneri e dei clinici del laboratorio, non della linea di prodotti di un'azienda.

Il catetere è un tubo sottile e flessibile che percorre le arterie coronarie fino al cuore in movimento. Combina due metodi di imaging. L'imaging a vita di fluorescenza (FLIm) misura la debole luminescenza naturale della parete arteriosa, che riflette la sua composizione biochimica. La tomografia a coerenza ottica sensibile alla polarizzazione (PS-OCT) misura la luce diffusa dallo stesso tessuto per ricostruirne la microstruttura. Mentre il catetere viene ritratto acquisendo immagini in tempo reale, registra entrambe le informazioni contemporaneamente, coprendo un tratto di arteria coronaria di 80 millimetri in due secondi. Julien Bec, che ha progettato e costruito il catetere e la console di acquisizione, descrive così il risultato: «Di solito lo fanno le grandi aziende».

La chimica conta per ragioni cliniche. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte negli Stati Uniti, e l'accumulo di placca può portare a infarto e ictus. Gli strumenti attuali, come la tomografia a coerenza ottica e l'ecografia intravascolare, mostrano la struttura di un vaso ma non la sua biochimica, che gioca un ruolo importante nel determinare se la placca diventi instabile e si rompa. Il dispositivo è stato testato per la prima volta su modelli animali e su campioni di arterie coronarie umane. Lo studio sull'uomo è la tappa che lo mette alla prova su pazienti viventi, nell'ambito di un'autorizzazione della FDA per un dispositivo sperimentale che copre 10 pazienti.

Per i cardiologi, il vantaggio sarebbe un secondo tipo di informazione durante la stessa procedura: la composizione della placca, non solo la sua forma. Secondo Jeffrey Southard, il cardiologo interventista che ha guidato i test, il catetere può mostrare l'accumulo prima che diventi una stenosi, cioè il restringimento anomalo di un vaso, e la sua chimica può indicare infiammazione e rischio di rottura. Questi segnali potrebbero aiutare a decidere come e dove posizionare gli stent e quali farmaci usare, scelte che, secondo Marcu, incideranno sui risultati a lungo termine. Il prossimo passo del team è ampliare lo studio, e Marcu spera che il dispositivo possa un giorno essere usato nelle sale di emodinamica per guidare le cure. L'annuncio non indica alcuna data né per questo ampliamento né per un uso più esteso, quindi per i pazienti il cambiamento resta, per ora, una prospettiva di ricerca.

80 millimetrilunghezza di arteria coronaria ripresa in due secondi mentre il catetere viene ritratto

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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