Dopo mesi in orbita, il cuore regge la gravità marziana simulata

Verso le 3 del mattino, per lui, James Thomas seguiva in diretta sulla Terra le scansioni cardiache che arrivavano dalla Stazione Spaziale Internazionale. Gli astronauti eseguivano le ecografie a turno, ogni poche settimane, e Thomas, rimasto a terra, li guidava in tempo reale per migliorare le immagini. Le registrazioni seguivano il cuore di ciascun membro dell'equipaggio prima, durante e dopo una missione di circa sei mesi.
La domanda alla base di questo lavoro è semplice da formulare e difficile da risolvere. La NASA prevede di inviare astronauti su Marte, un pianeta dove la gravità è circa un terzo di quella terrestre. Gli astronauti che trascorrono mesi in microgravità perdono massa muscolare e cardiaca, e molti hanno avuto difficoltà con i capogiri quando si alzano dopo l'atterraggio, perché la pressione sanguigna può crollare improvvisamente. Per i pianificatori della missione restava aperta la questione se un cuore abituato a fluttuare per mesi potesse reggere il ritorno a un peso parziale.
La risposta dipende in gran parte dall'esercizio fisico. Gli astronauti seguivano un programma della NASA chiamato Exercise Countermeasures e si allenavano per fino a due ore al giorno, tra 30 e 45 minuti di esercizi di resistenza e da 60 a 75 minuti di allenamento con i pesi. Le scansioni mostrano un andamento chiaro. Durante le prime due settimane in orbita, il riempimento cardiaco e il volume di eiezione diminuivano, il che significa che ogni battito spingeva meno sangue. Il cambiamento era temporaneo: con il proseguire delle missioni, entrambi i valori sono tornati gradualmente vicini a quelli precedenti al lancio.
Per ricreare Marte sulla Terra, il team ha inclinato gli astronauti di 22 gradi verso l'alto a partire dalla posizione supina dopo il rientro, in modo da spingere il sangue verso la parte inferiore del corpo. I cuori hanno gestito questo ambiente simulato più o meno come avevano gestito la posizione eretta prima del lancio. Gli autori descrivono lo studio come esplorativo, e riguarda solo 13 persone. L'inclinazione imita lo spostamento di sangue tipico di una gravità inferiore, ma non riproduce il pianeta in sé.
Per chi pianifica una missione con equipaggio verso Marte, il risultato elimina un ostacolo dalla lista, senza però aprire completamente la strada. La questione cardiovascolare ha ora una risposta supportata da dati incoraggianti, e il programma di esercizi che protegge il cuore è già in uso a bordo della stazione. Lo studio non fissa una data per alcuna missione, e il passo successivo sarà testare lo stesso approccio su più equipaggi e in condizioni diverse.
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