Nuove linee guida cardiache per 4 milioni di atleti tattici
Quando suona l’allarme della caserma dei vigili del fuoco, il rischio cardiovascolare inizia ad aumentare prima che i pompieri raggiungano l’edificio in fiamme, ha dichiarato a STAT Lili Barouch di Johns Hopkins Medicine. Quel momento di forte pressione è ora al centro delle nuove linee guida dell’American College of Cardiology e dell’American Heart Association, pubblicate su JACC e Circulation, dedicate alle persone il cui lavoro può far dipendere la sopravvivenza di qualcun altro dalla loro capacità fisica.
Il gruppo li definisce atleti tattici: vigili del fuoco, agenti di polizia, soccorritori sanitari d’emergenza, militari, piloti e astronauti. A differenza degli atleti agonisti, possono dover passare dal riposo a uno sforzo intenso senza riscaldamento, trasportando attrezzature pesanti o lavorando in condizioni di caldo estremo, freddo, altitudine o in acque profonde. Le loro carriere possono durare decenni, e i normali fattori di rischio cardiovascolare — ipertensione, colesterolo alto, obesità, diabete di tipo 2 e fumo — restano parte del quadro. I tassi di arresto cardiaco improvviso o decesso sono bassi, afferma la dichiarazione, ma il rischio aumenta durante l’addestramento delle reclute.
Il nuovo quadro, Tactical Clinical Management, collega le condizioni mediche di una persona al lavoro che deve svolgere. Una decisione sull’idoneità al servizio dovrebbe tenere conto non solo della salute individuale, ma anche dei possibili effetti sui compagni, sul successo della missione e sulla sicurezza del pubblico. La dichiarazione raccomanda anamnesi ed esame obiettivo per tutti gli atleti tattici. Un ECG, una registrazione del ritmo cardiaco, dovrebbe essere eseguito nelle persone sotto i 40 anni esposte a un significativo stress cardiovascolare o impegnate in ruoli essenziali per la missione, ed è considerato ragionevole anche per gli altri atleti tattici.
Le linee guida chiedono inoltre ai medici di valutare cardiomiopatie, aritmie, cardiopatie congenite, coronaropatie, valvulopatie, miocardite e stato della terapia anticoagulante, insieme a rischi operativi come disidratazione, calore, altitudine, immersioni e aviazione. Tra i militari in servizio attivo, il 18% presentava almeno un fattore di rischio cardiovascolare tra quelli elencati, mentre il 24% fumava attivamente. Per gli astronauti, i ricercatori ipotizzano che l’esposizione alle radiazioni durante i voli spaziali possa accelerare l’aterosclerosi, il restringimento delle arterie associato a infarti e ictus. Le organizzazioni dovrebbero mantenere piani d’azione per le emergenze e garantire un accesso rapido agli AED, perché lo screening non può prevenire ogni arresto cardiaco improvviso.
In concreto, il cambiamento offre un metodo condiviso per decidere se una persona possa rimanere in sicurezza in un ruolo impegnativo, essere assegnata a un altro incarico o continuare a essere monitorata. Fornisce al medico più di un generico test sportivo: la valutazione deve riflettere ciò che accade quando suona un allarme, un compagno crolla o iniziano i soccorsi in quota. La dichiarazione è una linea guida, non una garanzia di sicurezza; i suoi autori chiedono registri, strategie di screening migliorate e modelli di rischio cardiovascolare costruiti appositamente per gli atleti tattici.
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