Nel 2024 i decessi per overdose negli USA calano del 27%
Ogni anno, dal 2021 al 2023, negli Stati Uniti sono morte più di 105.000 persone per overdose da droga. Poi, nel 2024, i decessi per overdose sono diminuiti del 27%. I dati preliminari del 2025 mostrano un’ulteriore riduzione significativa, anche se la mortalità resta elevata. Brandon Marshall, epidemiologo dell’Università Brown, ha definito senza precedenti la rapidità del calo, affermando però che il Paese è ancora ben lontano dall’uscire dalla crisi.
Il problema è che nessun singolo intervento spiega la svolta. Evan Gumas, senior research associate del Commonwealth Fund, ha parlato con autorità della sanità pubblica e delle dipendenze di almeno due dozzine di Stati USA e di altri Paesi. Gli interlocutori hanno indicato ripetutamente una combinazione di distribuzione più ampia del naloxone, accesso esteso ai farmaci per il disturbo da uso di oppioidi, trattamenti migliori dentro e intorno alle carceri e infrastrutture per i dati più solide. Il naloxone è il farmaco che può invertire un’overdose da oppioidi, dando alle persone presenti la possibilità di interrompere un evento potenzialmente fatale.
I dati locali mostrano come può funzionare questa combinazione. La Virginia ha registrato una diminuzione del 40% dei decessi per overdose dal 2023 al 2024 dopo aver attuato un piano per rendere il naloxone ampiamente disponibile. Il Maryland ha più che raddoppiato la distribuzione di naloxone tra il 2021 e il 2025, utilizzando distributori automatici, servizi medici di emergenza e personale della pubblica sicurezza sui luoghi delle overdose; lo Stato ha registrato una diminuzione del 25% dal 2019 al 2024. È cresciuto anche l’accesso ai trattamenti: in Colorado le cliniche per la somministrazione di metadone sono passate da 25 a 54 in cinque anni, mentre le autorità sanitarie svedesi hanno collegato un’espansione concentrata dell’accesso ai trattamenti a una riduzione dei decessi di circa il 25% dal 2017.
L’espansione ha raggiunto le carceri, dove i disturbi da uso di sostanze sono 12 volte più comuni che nella popolazione generale e le settimane successive alla scarcerazione sono particolarmente rischiose. Nelle carceri e nei penitenziari di New York, l’uso di farmaci per il disturbo da uso di oppioidi è aumentato sette volte tra il 2022 e il 2025. Nel frattempo è cambiata l’offerta di droghe: negli ultimi anni la potenza del fentanyl è diminuita, secondo Gumas, mentre contaminanti come la xilazina e la medetomidina restano pericolosi ma potrebbero non comportare il rischio immediato di morte del fentanyl. È possibile anche una spiegazione più cupa: molte delle persone più a rischio sono morte durante gli anni di aumento della mortalità, lasciando una popolazione a rischio più ridotta.
Il cambiamento concreto è che oggi una persona a rischio può incontrare il naloxone in più luoghi e più spesso, trovare più facilmente metadone o buprenorfina e ricevere un trattamento mentre è detenuta. Gli Stati dispongono inoltre di strumenti migliori per monitorare un’offerta di droghe in continua trasformazione. Ma i progressi sono fragili: gli esperti avvertono che i tagli a Medicaid e le decisioni dell’amministrazione Trump potrebbero ridurre l’accesso ai trattamenti, mentre l’amministrazione si è opposta ad alcune misure di riduzione del danno di comprovata efficacia, pur sostenendo in generale i farmaci per il disturbo da uso di oppioidi. I dati preliminari della Scozia per il 2025 potrebbero già indicare una nuova risalita, rafforzando la necessità di ulteriori ricerche per capire perché il calo vari così ampiamente da un luogo all’altro.
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