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Piante ingegnerizzate attivano geni batterici, in laboratorio

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Foto: "Arabidopsis thaliana" in vitro
Foto: MatasNavickas · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Le piante possono ora attivare geni in un batterio del suolo, usando una molecola che il batterio non produce da solo. In uno studio pubblicato il 20 ottobre 2026 su Nature Biotechnology, un gruppo i cui autori includono Vivian Zhong, Michaela A. Jones e Jennifer A. N. Brophy ha ingegnerizzato Arabidopsis, pomodoro e pioppo perché producessero un amminoacido sintetico, la O-metil-L-tirosina (OMY), e l'ha usato per controllare Bacillus subtilis, un batterio del suolo.

Gli amminoacidi sono i mattoni delle proteine. La tecnica al centro dello studio, l'espansione del codice genetico, aggiunge amminoacidi che le cellule normalmente non usano. Gli autori ricordano che questi metodi permettono ormai di inserire oltre 200 amminoacidi non standard nelle proteine bersaglio. Il team ha dotato i batteri di una coppia ortogonale di molecole, un enzima e un RNA di trasferimento che funzionano solo con OMY, così che la sintesi proteica dei batteri dipende dall'OMY.

Perché proprio l'OMY? Una versione precedente del lavoro, pubblicata su bioRxiv, sostiene che probabilmente non c'entra nulla con la chimica già in atto tra piante e microbi nel suolo agricolo: l'OMY non è stato rilevato nei suoli agricoli, e le sue origini biosintetiche note si limitano ai batteri marini del genere Streptomyces. La preprint aggiunge che un singolo enzima, MfnG, proveniente da Streptomyces drozdowiczii, può produrre OMY a partire dalla L-tirosina in un solo passaggio, quindi una pianta deve esprimere un solo enzima per produrla.

Il risultato centrale è che l'OMY prodotto dalla pianta stessa basta ad attivare il batterio. Secondo l'abstract pubblicato, l'OMY di origine vegetale può stimolare l'espressione genica nei batteri, e un'espressione inducibile e specifica per tessuto di quel singolo enzima permette alla pianta di controllare l'attività microbica a richiesta. Tutto ciò che viene descritto deriva da lavori di laboratorio su tre specie vegetali ingegnerizzate. L'abstract pubblicato non menziona alcuna sperimentazione sul campo.

Per i ricercatori che vogliono dirigere l'attività microbica nelle radici o nel suolo, il vantaggio è un interruttore di controllo che la pianta può attivare da sola, anziché una sostanza chimica aggiunta dall'esterno. Gli scienziati vegetali e i team che costruiscono microbi ingegnerizzati sono i primi a beneficiare di questa idea. Gli estratti non indicano alcuna tempistica e non nominano alcuna azienda né alcun uso commerciale.

oltre 200amminoacidi non standard che l'espansione del codice genetico può ora inserire nelle proteine bersaglio

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Nature BiotechnologyEN

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