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Stimolare le difese cellulari attenua l'RSV nei test di laboratorio

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Foto: Respiratory Syncytial Virus (RSV) EM PHIL 2175 lores
Foto: http://phil.cdc.gov/PHIL_Images/09202002/00006/PHIL_2175_lores.jpg · Public domain · Wikimedia Commons

Le cellule umane possiedono già una difesa contro i virus, che durante un'infezione si attiva però solo debolmente. Alla Washington State University, un team guidato da Santanu Bose, professore presso il College of Veterinary Medicine, ha scoperto come potenziare questa difesa. Nel loro studio, pubblicato su Cell Communication and Signaling, i ricercatori hanno dimostrato che aggiungere più quantità del segnale rende le cellule significativamente più resistenti all'infezione da virus respiratorio sinciziale, o RSV.

La chiave è una proteina chiamata ISG15. Le cellule la producono al loro interno quando sono infettate, e la si era osservata anche all'esterno delle cellule, dove la sua funzione restava poco chiara. Il team di Bose ha scoperto che questa ISG15 esterna agisce da amplificatore: attiva una via antivirale non descritta in precedenza, preparando le cellule vicine a resistere prima che il virus possa diffondersi. La via si attiva effettivamente durante l'infezione, ma solo a livelli bassi. Quando il team ha aggiunto una versione di laboratorio della proteina, le cellule sono risultate molto più protette. Le dottorande Lindsay Grace Miller e Sudiksha Pandit, insieme alla ricercatrice post-dottorato Fulbright Kim Lam Chiok, hanno guidato gran parte del lavoro nel laboratorio di Bose.

Ciò che distingue l'approccio è il suo bersaglio. La maggior parte dei farmaci antivirali attacca direttamente il virus. Questo invece rafforza le difese stesse della cellula e, secondo Bose, potrebbe essere meno vulnerabile alle mutazioni che permettono ai virus di sfuggire alle terapie. Con le sue parole: «Aiutiamo le cellule ad attivare il proprio meccanismo di protezione». Il team riferisce inoltre risultati non ancora pubblicati dal proprio laboratorio, che mostrano lo stesso effetto antivirale contro i virus dell'influenza A e della parainfluenza.

La via potrebbe avere effetti anche oltre le infezioni. I processi cellulari su cui influisce potrebbero essere rilevanti per il cancro e per i disturbi neurologici, e i ricercatori stanno ora verificando se lo stesso potenziamento funzioni in contesti non infettivi. Sono questioni aperte, non risultati.

Per ora, il vantaggio appartiene alla ricerca, non ai pazienti. Le persone più esposte all'RSV, cioè i neonati, gli anziani e le persone con sistema immunitario indebolito citati dallo studio, sono quelle per cui questo lavoro conta di più. Ma lo studio non indica una data per una terapia e non riporta test su animali o su esseri umani. Il metodo è ancora in fase di sviluppo, e la WSU ha un'opzione attiva per concederlo in licenza a un'azienda biotecnologica, così da approfondirne lo sviluppo. La prossima verifica è se l'effetto regge anche al di fuori delle cellule coltivate in laboratorio.

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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