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Un'IA prevede il peggioramento della miopia da una foto dell'occhio

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Foto illustrativa: A medical student performs eye examination
Foto illustrativa: Sushil Dawka · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Una sola fotografia del fondo dell'occhio, scattata senza dilatare la pupilla, basta a un algoritmo per stimare come cambierà la miopia di un paziente nel corso del prossimo anno. È il risultato presentato a ottobre al congresso annuale dell'American Academy of Ophthalmology a New Orleans, dove un team del Beijing Tongren Eye Center, in Cina, ha illustrato il proprio lavoro.

Il gruppo, guidato da Ang Ji e Yin Guo, ha costruito il modello in due fasi. Il sistema è stato prima preaddestrato su 150.213 immagini trasversali, singoli scatti di molti occhi, e poi ulteriormente addestrato (fine-tuning) su una coorte longitudinale di 16.384 bambini, gli stessi giovani pazienti seguiti nel tempo. È in questa seconda fase che il modello ha imparato a collegare ciò che mostra una foto con ciò che accade in seguito alla vista del bambino.

I dati sull'accuratezza sono il cuore del risultato. L'area sotto la curva ROC, o AUC, misura quanto bene uno strumento distingue chi peggiorerà da chi non peggiorerà, dove 1 indica una separazione perfetta. Per la progressione verso la miopia moderata, il punteggio ha raggiunto 0,89 nella validazione interna, 0,89 su una prima coorte esterna di 2.309 partecipanti e 0,88 su una seconda di 2.783. Per la miopia alta, l'algoritmo ha fatto meglio: 0,95, 0,96 e 0,91 nei tre stessi gruppi.

Prevedere che un bambino svilupperà la miopia entro un anno è stato un risultato più debole. L'AUC si è collocata tra 0,68 e 0,73, valori che gli autori definiscono moderati. Lo strumento è quindi più affidabile nell'individuare un peggioramento che nell'anticipare chi diventerà miope per la prima volta.

Per i bambini che verrebbero segnalati in anticipo, e per i medici che dovrebbero decidere come agire di fronte a quella segnalazione, la promessa è un avviso con un anno di anticipo, ricavato da una fotografia che fa già parte di un esame oculistico. Gli autori presentano lo strumento come un supporto a un intervento clinico precoce. Lo studio, però, non indica una data per l'uso nelle cliniche e non descrive alcuna sperimentazione in ambito clinico. Finché questi passaggi non saranno documentati, il risultato resta una previsione validata su coorti di ricerca, non uno strumento della pratica quotidiana.

0,95AUC per la previsione della progressione verso la miopia alta, validazione interna (1 = separazione perfetta)

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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