Un test con la luce per rilevare l'ipotetica «vita speculare»

Due molecole possono contenere esattamente gli stessi atomi, nello stesso ordine, e comportarsi in modo diverso nell'organismo. Una versione di un farmaco può curare una malattia, mentre la sua immagine speculare può non fare nulla o causare danni. I ricercatori dell'Università di Strathclyde e dell'Università di Durham hanno ora abbozzato un modo per verificare se un campione biologico è costruito secondo la modalità convenzionale oppure con le molecole immagine speculare di una forma di vita ipotetica chiamata «vita speculare». Tale forma di vita oggi non esiste.
La preoccupazione riguarda la biosicurezza. La vita speculare è considerata una minaccia a bassa probabilità ma potenzialmente di grave entità, perché gli organismi speculari creati artificialmente potrebbero interagire con il mondo naturale in modi imprevedibili ed eludere alcune delle difese biologiche che proteggono esseri umani, animali e piante. Gli scienziati hanno chiesto restrizioni sulla ricerca volta a creare organismi speculari autoreplicanti, e governi e organizzazioni internazionali hanno esaminato i rischi.
Il metodo proposto si basa sulla luminescenza a polarizzazione circolare, o CPL: luce emessa dalle molecole secondo un andamento rotatorio e attorcigliato, che rivela la lateralità, ovvero la chiralità, delle molecole che la emettono. La stessa proprietà della luce è già utilizzata in oggetti di uso quotidiano, come l'effetto stereoscopico degli occhialini per il cinema 3D. I ricercatori propongono sonde fluorescenti che si legano alle strutture all'interno delle cellule e producono segnali CPL caratteristici. Insieme, questi segnali formano un'impronta molecolare che indica se un campione presenta la chiralità convenzionale della vita terrestre o la sua immagine speculare. Per ridurre il rischio di risultati falsi, l'articolo propone un insieme di sonde che prendono di mira diverse strutture biologiche anziché una sola misurazione.
La tecnica non è ancora un test definitivo. Il team fa notare che gli strumenti CPL esistenti, tra cui microscopi, telecamere e lettori di piastre per colture cellulari, sono già stati dimostrati su scala di laboratorio, in un lavoro guidato a Durham dal professor Robert Pal. Un test completo per rilevare la vita speculare, tuttavia, non è ancora stato dimostrato sperimentalmente. Gli autori presentano il metodo come una misura di emergenza e sottolineano che può essere sviluppato su normali campioni biologici, senza creare alcun organismo speculare.
Per i laboratori e le autorità incaricate di monitorare i rischi biologici, il vantaggio sarebbe disporre di uno strumento di sorveglianza pronto prima che un simile organismo compaia, anziché dopo. Né l'articolo né i suoi autori indicano una data in cui l'approccio potrebbe essere utilizzato al di fuori del laboratorio, e la fase successiva da loro descritta è la convalida su campioni convenzionali.
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