Vaccino antitetanico senza frigo ben tollerato nel primo test umano

Una dose di vaccino può trascorrere mesi in transito, passando da camion refrigerati a depositi frigoriferi nazionali, distrettuali, frigoriferi delle strutture sanitarie e infine contenitori refrigerati portati alle sessioni di vaccinazione itineranti. Un solo anello rotto può renderla inutilizzabile. Nel Regno Unito, l'azienda di biotecnologie Stablepharma ha avviato nell'aprile 2025 una prima sperimentazione sull'uomo di un vaccino contro tetano e difterite progettato per restare stabile senza frigorifero.
I vaccini devono in genere restare tra 2°C e 8°C, e alcuni richiedono condizioni ancora più fredde. Questa refrigerazione ininterrotta si chiama catena del freddo e dipende da elettricità affidabile, frigoriferi, carburante, tecnici di manutenzione e operatori sanitari formati. In zone remote, aree colpite da conflitti e strutture con elettricità discontinua, ciascuna di queste esigenze diventa più difficile da soddisfare. I programmi di immunizzazione hanno elaborato soluzioni alternative, come il vaccine vial monitor, un'etichetta sensibile al calore che indica se un flaconcino può essere ancora utilizzato, e la controlled temperature chain, che consente a determinati vaccini approvati di restare fuori dall'intervallo standard per un periodo limitato e monitorato prima della somministrazione.
Il nuovo candidato, noto come SPVX02, si basa sul trealosio, uno zucchero che protegge alcune piante e alcuni organismi durante l'essiccazione. Il vaccino viene liofilizzato con il trealosio in una polvere, conservata senza refrigerazione e miscelata con acqua prima dell'iniezione. Nella sperimentazione, sessanta adulti sani nel Regno Unito sono stati assegnati in modo casuale a ricevere questa versione oppure uno di due vaccini autorizzati contro tetano e difterite. La formulazione sperimentale è stata ben tollerata e ha prodotto risposte immunitarie eccellenti. I dati di stabilità di laboratorio mostrano che può restare stabile per almeno 24 mesi a temperature fino a 30°C.
Se le prove future e le valutazioni regolatorie saranno favorevoli, gli esperti prevedono diversi vantaggi. Nel Sahel e nel Corno d'Africa, squadre mobili potrebbero raggiungere comunità di pastori e nomadi senza dipendere dalla produzione di ghiaccio. In contesti insulari, montuosi e scarsamente popolati, i vaccini potrebbero sopportare viaggi più lunghi e, nelle emergenze umanitarie, potrebbero essere collocati più vicino alle persone sfollate anche dove elettricità e trasporti sicuri sono intermittenti. Un minore fabbisogno di carburante, attrezzature e trasporti specializzati potrebbe inoltre ridurre i costi e l'impatto ambientale della distribuzione dei vaccini. Non viene indicata alcuna tempistica e ogni prodotto richiederebbe prove e approvazioni proprie.
L'approccio non è una soluzione miracolosa. Il prodotto non è ancora pronto per i programmi di vaccinazione africani e servono studi più ampi e più diversificati. L'Africa ha già dei precedenti: MenAfriVac, il vaccino contro la meningite A sviluppato per l'Africa, è stato autorizzato a un impiego a temperature fino a 40°C per quattro giorni immediatamente prima della somministrazione, e il suo utilizzo in Benin ha dimostrato che gli operatori vaccinali possono raggiungere popolazioni remote con un onere logistico più leggero. Gli esperti sottolineano anche che senza frigorifero non significa senza logistica.
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