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Astrociti del cervello: sottotipi specializzati, studio sui topi

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Foto: The Galaxy Within
Foto: Dchordpdx · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Per molto tempo gli astrociti sono stati trattati come un'unica folla indifferenziata. Queste cellule a forma di stella sono le più abbondanti cellule di supporto nel cervello e nel midollo spinale, e gli scienziati si erano chiesti se esistessero in tipi specializzati che svolgono compiti diversi, come accade per i neuroni. Uno studio pubblicato su Nature da ricercatori del Baylor College of Medicine ora risponde di sì: sottotipi distinti di astrociti svolgono compiti distinti nel cervello vivo.

Il team si è concentrato sulla CD51, una proteina che si trova sulla superficie di alcuni astrociti ma non di altri. Lavori precedenti avevano mostrato che la CD51 divide gli astrociti in gruppi con caratteristiche molecolari diverse. Però non esistevano modelli animali né strumenti di laboratorio per confrontare i due gruppi in un cervello in funzione. I ricercatori hanno prima creato una nuova linea di topi che permette di marcare e controllare separatamente gli astrociti CD51-positivi e CD51-negativi, poi li hanno confrontati nella corteccia cerebrale, lo strato esterno che gestisce il pensiero, la percezione e il movimento volontario, e nell'ippocampo, essenziale per la formazione dei ricordi. Hanno studiato cervelli in sviluppo, adulti e lesionati.

Nella corteccia in sviluppo e in quella lesionata, gli astrociti CD51-positivi contribuiscono alla formazione delle sinapsi, le giunzioni in cui i neuroni si trasmettono messaggi, e lo fanno tramite una proteina chiamata glipicano 6. Gli astrociti CD51-negativi no. Nell'ippocampo, gli astrociti CD51-positivi aiutano i circuiti della memoria a funzionare e ad adattarsi, mentre quelli CD51-negativi non lo fanno, e la stessa proteina CD51 guida il riassetto di questi circuiti.

I risultati hanno importanza anche dopo una lesione cerebrale. Nei topi colpiti da ictus, gli astrociti CD51-positivi hanno aiutato il cervello a recuperare funzioni rimodellando le connessioni tra i neuroni, mentre quelli CD51-negativi no. I ricercatori che studiano gli astrociti in salute e malattia dovranno ora specificare quale sottotipo stanno studiando, afferma il team. Per i pazienti, per ora non cambia nulla: lo studio riguarda i topi e il team non indica tempi per applicarlo alle persone.

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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