Il Wi-Fi di Solstar collega un cubesat NASA a un veicolo in orbita

Per circa trenta minuti, due veicoli spaziali hanno volato a breve distanza l'uno dall'altro in orbita, e durante quella finestra un'unità radio di piccole dimensioni ha inviato più di 2.300 file al team del Johnson Space Center della NASA. I file comprendevano dati ottici, infrarossi e lidar raccolti in orbita. Provenivano da una dimostrazione che ha abbinato il cubesat R5-S10 della NASA, un piccolo satellite, al veicolo di servizio orbitale Vigoride-7 di Momentus, e il collegamento tra i due passava attraverso il Deke Space Communicator di Solstar Space.
Le operazioni di prossimità sono manovre in cui un veicolo spaziale opera a stretto contatto con un altro. Per renderle possibili, il Wi-Fi del cubesat della NASA si è collegato all'unità Deke a bordo del Vigoride-7, e quest'ultima ha trasmesso i dati attraverso un collegamento sperimentale fornito da Iridium Communications. Prima del lancio, i test a terra avevano mostrato che la connessione tra il cubesat della NASA e l'unità Deke si estendeva per più di 200 metri. Questa cifra proviene da test a terra, non dall'orbita.
Brian Barnett, fondatore e amministratore delegato di Solstar, ha collocato il volo in una cronologia più lunga: «Dopo tre voli spaziali precedenti e più di dieci anni di lavoro, ciò che è emerso è un prodotto commerciale.» Il direttore generale di Momentus, John Rood, ha detto che Solstar «ha aggiunto un'importante dimensione comunicativa a questa missione». Ethan Haase, vicepresidente di Iridium per le soluzioni governative, ha affermato che il test avrebbe mostrato «un approfondimento prezioso sul suo potenziale ruolo nelle missioni future».
Per i controllori a terra, il cambiamento è un veicolo spaziale che può restare in contatto costante con chi lo gestisce. Barnett ha detto che per la produzione, i servizi di assistenza ai satelliti o le operazioni lunari «bisogna avere questa capacità di essere in contatto con le proprie apparecchiature 24/7». Ha inoltre affermato che i dati della missione potrebbero servire ad addestrare modelli di intelligenza artificiale (IA) per le future missioni autonome, comprese le operazioni di prossimità. Si tratta degli impieghi indicati dall'azienda. L'annuncio non riporta né un prezzo, né una data di consegna, né un cliente oltre ai partner della missione.
Il risultato si basa su un unico volo, e il collegamento tramite Iridium era, secondo la stessa descrizione dell'azienda, sperimentale. Encore Technologies Corp. ha annunciato in giugno un investimento di 1 milione di dollari in Solstar, che ha definito una ulteriore conferma della prossima fase di crescita dell'azienda. Se il collegamento si rivelerà affidabile in missioni ripetute è la domanda a cui dovranno rispondere i prossimi voli.
Commenti
Caricamento della discussione…
Accedi per scrivere un commento. Accedi