Modello 3D collega rigidità e spazi stretti al movimento tumorale
All'interno di un microgel 3D progettato per imitare un tumore, sono state monitorate cellule tumorali della mammella e del pancreas mentre si muovevano attraverso spazi con diversa rigidità. Il modello è stato realizzato dalla professoressa associata Yu Suk Choi, dalla dottoressa Danielle Vahala e dai loro colleghi della School of Human Sciences dell'Università dell'Australia Occidentale.
L'ambiente fisico è importante. Con la crescita di un tumore, il tessuto circostante può diventare più rigido e sviluppare piccoli spazi e percorsi tra le fibre. I ricercatori hanno incontrato difficoltà nello studio separato di questi fattori in laboratorio, perché cambiare la rigidità può modificare anche le dimensioni degli spazi tra le cellule.
Il nuovo modello di tessuto ha offerto al team una riproduzione più fedele di quella struttura. Le cellule tumorali aggressive si muovevano più facilmente nelle condizioni fisiche testate. La sorpresa più significativa è arrivata dalle cellule meno aggressive: dopo essersi staccate da quelle vicine ed essere entrate nei piccoli spazi del tessuto circostante, anche loro diventavano mobili, con un aumento del movimento negli ambienti più rigidi.
I risultati rafforzano l'idea dei ricercatori secondo cui il movimento delle cellule tumorali è determinato non solo dai cambiamenti genetici o dai segnali chimici, ma anche dal tessuto che circonda un tumore. Pubblicato su Advanced Science, il lavoro offre indicazioni su come inizia la metastasi, senza però dimostrare che un trattamento possa prevenirla.
In pratica, il modello potrebbe fornire ai ricercatori del cancro una piattaforma di laboratorio più realistica per studiare la diffusione della malattia e cercare trattamenti volti a fermarla. Choi afferma inoltre che lo stesso approccio potrebbe essere utile nella riparazione dei tessuti, nella guarigione delle ferite e in altre malattie che coinvolgono il movimento cellulare. Per ora resta uno strumento di laboratorio, senza alcun esito clinico riportato.
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