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Studi animali sull’aterosclerosi: cellule adipose e flusso sanguigno

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Nelle curve e nelle diramazioni delle arterie, il flusso sanguigno alterato può attivare vie infiammatorie. Due studi della Marshall University e di Yale riferiscono che il blocco di segnali diversi ha ridotto la placca aterosclerotica nei modelli animali, aprendo due percorsi di ricerca verso il trattamento dell’aterosclerosi.

Il team di Yale, guidato dal ricercatore associato Divyesh Joshi e dal responsabile principale dello studio Martin Schwartz, si è concentrato su PRC2 — un complesso proteico che inibisce l’espressione genica — nelle cellule endoteliali vascolari, quelle che rivestono le arterie. Il flusso alterato in corrispondenza di curve e diramazioni era associato a una maggiore attività dei geni legati a PRC2 e alla soppressione dei geni antinfiammatori. Nelle cellule trattate con tazemetostat, un farmaco che inibisce PRC2, i segnali infiammatori diminuivano; nei modelli animali, il farmaco rallentava la crescita della placca e riduceva quella vulnerabile.

Questo è importante perché spesso una placca rimane silente finché il suo cappuccio fibroso non si indebolisce e si rompe, formando un coagulo che può causare un infarto o un ictus. Il team di Schwartz afferma che l’inibizione di PRC2 ha rafforzato le vie protettive e spostato la placca instabile verso una forma più stabile. Tazemetostat presenta però un’importante controindicazione: i suoi produttori lo hanno ritirato dal mercato dopo l’emergere di nuove evidenze secondo cui i pazienti che lo assumevano correvano un rischio lievemente maggiore di tumori secondari. I ricercatori affermano che altri farmaci inibitori di PRC2 potrebbero rivelarsi utili.

Alla Joan C. Edwards School of Medicine della Marshall University, Bruno Goncalves e Komal Sodhi hanno seguito una strada diversa, intervenendo all’interno degli adipociti — le cellule adipose. Utilizzando topi Apoe knockout maschi e femmine alimentati con una dieta occidentale, i ricercatori hanno bloccato in modo specifico la segnalazione della Na/K-ATPase (NKA) in queste cellule. La formazione della placca è diminuita, così come l’infiammazione dei vasi sanguigni; lo studio ha inoltre esaminato lo stress ossidativo e la disfunzione metabolica, collegando la segnalazione del tessuto adiposo alle malattie vascolari.

In concreto, i risultati offrono ai ricercatori due percorsi preclinici da testare: modificare il modo in cui segnalano le cellule adipose oppure ripristinare i programmi antinfiammatori delle arterie inibendo PRC2. Non costituiscono ancora un trattamento per i pazienti: il risultato della Marshall University riguarda i topi, mentre le evidenze di Yale combinano esperimenti su cellule endoteliali umane e modelli animali. Nessuno dei due rapporti descrive un trattamento sull’uomo o un esito clinico.

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

Medical XpressEN
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