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Solare gigawatt: quattro innovazioni taglierebbero i costi del 22%

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Foto illustrativa: Field of Solar Panels near Ogwell
Foto illustrativa: Partonez · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ogni pannello solare di un parco da gigawatt poggia su pali d'acciaio infissi nel terreno, e il modo in cui questi impianti vengono costruiti pesa molto sul loro costo. Il produttore indipendente di energia Lightsource bp, con sede nel Regno Unito e attivo nella realizzazione e gestione di progetti solari ed eolici, afferma ora che quattro modifiche costruttive potrebbero ridurre di circa il 22% i costi diretti di installazione di questi impianti e di fino al 30% i tempi di installazione, rispetto alla pratica standard attuale.

I quattro ambiti derivano dalla prima fase del suo NextGen Solar Programme. Il primo è l'infissione automatizzata dei pali: macchine guidate via GPS che infiggono i pali al posto dell'infissione manuale. L'analisi di Lightsource bp indica che queste macchine possono ridurre i tempi di installazione fino al 12,5%, abbassando al tempo stesso i costi, migliorando la precisione e riducendo potenzialmente il rischio di infortuni per gli operai. Il secondo è un progetto di pannello senza cornice con telaio in acciaio anziché in alluminio. L'azienda sta ancora studiando questa opzione e dichiara di non poter rendere pubblica la valutazione dei costi per via di vincoli di riservatezza. Il terzo è l'installazione dei moduli a incastro, senza bulloni, in cui i pannelli si agganciano in posizione anziché essere fissati con morsetti e bulloni tradizionali. In combinazione con l'infissione automatizzata e un nuovo design dei moduli, l'azienda stima che si possano ridurre i tempi di installazione fino al 30%. Il quarto è il preassemblaggio in cantiere, che l'azienda cita tra i quattro ambiti senza fornire ulteriori dettagli nei suoi risultati.

L'analisi resta una previsione. Le cifre del 22% e del 30% derivano da una valutazione di nuove soluzioni proposte dai fornitori, non da progetti completati, e l'azienda intende verificare i dati dei fornitori nelle sperimentazioni in Australia e Stati Uniti, con primi risultati previsti entro 18 mesi. Buckland definisce l'approccio come una soluzione che «è ancora in fase di sviluppo», e l'azienda non ha pubblicato un prezzo per l'opzione con telaio in acciaio.

Per gli sviluppatori, il cambiamento conta soprattutto dove la costruzione frena i progetti. Buckland sostiene che la domanda di energia solare è in crescita e che la realizzazione su scala gigawatt è limitata dai metodi attuali, con ripercussioni sulla redditività commerciale di alcuni progetti. Se le sperimentazioni confermeranno i risparmi, Lightsource bp prevede che l'approccio si applichi allo sviluppo di grandi impianti fotovoltaici a partire dal 2028 e che diventi rilevante per i grandi progetti nei prossimi tre anni. Fino ad allora, i numeri restano una stima dell'azienda, da verificare sui cantieri reali prima che altri costruttori possano farvi affidamento.

22%Riduzione stimata dei costi diretti di installazione grazie alla combinazione di quattro innovazioni costruttive

Fonti — leggere gli originali(ora di Parigi)

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