Chery lancia CheryMind e punta a diventare un'azienda tech

Il 20 ottobre 2026, alla Conferenza globale sull'innovazione di Chery, il presidente Yin Tongyue ha ribadito che l'azienda è una realtà high-tech che indossa la «maschera» di un costruttore automobilistico. Ciò che era esposto nello stand non sembrava affatto quello di un tradizionale costruttore: eVTOL capaci di trasportare persone in volo, trattori elettrici che lavorano in autonomia nei campi, robot umanoidi che entrano nelle case e negli ospedali, e persino un'auto solare in grado di ricavare acqua dall'aria. Durante la conferenza, Chery ha ufficialmente annunciato la strategia «Yaoguang 2035» (瑶光2035), con l'obiettivo di evolvere da costruttore automobilistico tradizionale a un'azienda tecnologica globale guidata dall'IA.
Il cuore di questa strategia è un modello chiamato CheryMind. Chery lo presenta come un grande modello di base verticale per l'IA fisica. A differenza dei modelli linguistici generalisti, che apprendono soprattutto dai testi di internet, deve comprendere la dinamica dei veicoli, la struttura meccanica e gli imprevisti del mondo reale, per questo i suoi dati di addestramento provengono da ambienti fisici reali: 700 TB di conoscenza aziendale, 200 PB di dati ingegneristici, 25 milioni di segmenti di guida di istruttori esperti e 5 milioni di segmenti di motion capture di robot. All'interno di Chery è collegato a oltre 400 sistemi aziendali, copre oltre 200 scenari di business, dalla progettazione CAD al controllo qualità fino alla produzione, e viene usato ogni giorno da oltre 60.000 dipendenti. Da questo modello centrale Chery deriva poi modelli verticali per l'abitacolo intelligente, l'assistenza alla guida, il controllo del volo, i robot e le macchine agricole.
Nella guida intelligente questa impostazione si concretizza nel motore del mondo a tutto campo CHERY AWE, che comprende tre modelli: comprensione della scena, ragionamento semantico e decisione del comportamento. In particolare, il modello di costruzione degli scenari ha già creato oltre 700.000 scenari, tra cui 300.000 scenari ad alto rischio e 20.000 scenari limite, usati per addestrare il sistema ad affrontare situazioni rare ma dalle conseguenze gravi. Su questa base Chery ha presentato il Robotaxi (taxi senza conducente) nativo per il montaggio di serie, pensato per i mercati globali, e ha fissato l'obiettivo di raggiungere 100.000 veicoli in esercizio in tutto il mondo entro il 2030. «Nativo per il montaggio di serie» significa che le esigenze della guida autonoma sono considerate fin dalla fase di progettazione del veicolo. Chery riconosce anche che il passaggio dalla dimostrazione all'esercizio su larga scala dovrà superare ostacoli normativi, di sicurezza, di costo e di efficienza operativa.
L'energia e i velivoli sono altre due linee. Chery ha mostrato un sistema energetico composto da V2G (vehicle-to-grid, cioè la possibilità per le auto elettriche di restituire energia alla rete quando opportuno), dalla ricarica rapida Xunlong e dalla ricarica wireless. Il sistema di ricarica Xunlong raggiunge una potenza di 1,44 MW e, secondo gli indicatori tecnici ufficiali, cinque minuti di ricarica aggiungono 500 km di autonomia. Secondo i calcoli di Chery, sfruttando la differenza tra tariffe di punta e di valle, gli utenti che partecipano al V2G potrebbero guadagnare oltre 3.000 yuan all'anno, e l'azienda prevede di costruire 20.000 stazioni V2G nel mondo entro il 2029. Si tratta di stime di Chery: i guadagni dipenderanno anche dalle perdite di carica e scarica, dalla durata delle batterie e dal meccanismo tariffario. Chery ha inoltre dichiarato per le batterie a stato solido una densità energetica di 400 Wh/kg, con l'avvio della linea pilota previsto nel 2027. Nel settore degli eVTOL, il modello biposto Lingxiao Q212 ha una velocità di crociera di progetto di 120 km/h e un'autonomia a pieno carico superiore a 60 minuti; il modello a cinque posti Lingxiao J506 punta invece a una velocità massima di 350 km/h e a un raggio di oltre 1.000 km.
Per il grande pubblico, il cambiamento più visibile potrebbe essere la bolletta dell'energia, ma solo quando le stazioni V2G saranno diffuse. Per i costruttori e i fornitori, la vera incognita è se Chery riuscirà a trasferire l'esperienza accumulata nell'elettrificazione, nell'intelligenza e nella catena di fornitura automobilistica ai robot e alle macchine agricole. Chery ha presentato dati di test sulle macchine agricole secondo cui, in una piantagione di patate, il prodotto riduce i costi energetici del 74% e i costi di manutenzione del 59%; nelle operazioni automatizzate su larga scala nei campi del Nordest, una sola persona può gestire più macchine e la superficie giornaliera per addetto passa da 150 mu a 800 mu. La sua divisione robotica, Mojia, è presente in 60 paesi, con oltre 2.000 unità esportate. Sono tutti dati comunicati da Chery e non ancora verificati da enti indipendenti, ma indicano che le nuove attività hanno già una dimensione d'uso concreta.
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